Lo stato si sciolga nel mercato
Vendere il patrimonio pubblico è un modo per ridurre il debito statale e per sostenere la crescita. Lo stock immobiliare pubblico è valutato prudenzialmente in 200 miliardi di euro a prezzi correnti, al netto dei terreni. Di questo totale, 70 miliardi è patrimonio appannaggio dello stato. Gli immobili che servono per i suoi servizi sono soltanto il 70 per cento. Il resto, circa 21 miliardi, può essere alienato, perché non necessario. I comuni hanno un patrimonio immobiliare di 60 miliardi. Leggi l'editoriale di Giuliano Ferrara - Leggi Vendere, vendere, vendere: ecco spiegato perché non si può assolutamente fare di Giuliano Ferrara - Leggi Idee e numeri per “vendere, vendere, vendere” un po’ di stato
17 AGO 20

Vendere il patrimonio pubblico è un modo per ridurre il debito statale e per sostenere la crescita. Lo stock immobiliare pubblico è valutato prudenzialmente in 200 miliardi di euro a prezzi correnti, al netto dei terreni. Di questo totale, 70 miliardi è patrimonio appannaggio dello stato. Gli immobili che servono per i suoi servizi sono soltanto il 70 per cento. Il resto, circa 21 miliardi, può essere alienato, perché non necessario. I comuni hanno un patrimonio immobiliare di 60 miliardi (37 sono dei comuni capoluogo di regione). In gran parte si tratta di edilizia residenziale. Altri 15 miliardi appartengono alle regioni. Enti locali e regioni hanno almeno 20 miliardi di immobili non di servizio che possono esser venduti.
Ma le maggiori alienazioni che gli enti locali dovrebbero fare riguardano le 3.800 società di vario tipo, che fanno servizi che potrebbero essere vantaggiosamente privatizzati in tutto o in parte. Ciò servirebbe non solo per ridurre il debito pubblico locale, ma soprattutto per fare entrare in queste imprese le forze dinamiche del mercato e della concorrenza, e quindi per generare produttività, crescita ed efficienza. Anche lo stato può cedere quote di aziende pubbliche. Seguendo l’esempio tedesco potrebbe quotare in Borsa Poste italiane e venderne una parte. Inoltre lo stato potrebbe addirittura ipotizzare di privatizzare anche l’Anas e venderne la maggioranza.
Al di là di piani e congetture, quello che va rimesso al centro dell’azione politica è come coinvolgere capitali privati in un circuito virtuoso pro crescita anche a colpi di privatizzazione. Occorre sciogliere l’iceberg del patrimonio pubblico nelle calde acque del mercato e della libertà.
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